Puoi+andare+in+pensione+a+64+anni+con+soli+30+di+contributi%3A+ecco+come+fare
entecrait
/puoi-andare-in-pensione-a-64-anni-con-soli-30-di-contributi-ecco-come-fare-794/amp/
Economia

Puoi andare in pensione a 64 anni con soli 30 di contributi: ecco come fare

Andare in pensione a 64 anni con 30 anni di contributi non è un’utopia: se segui queste due soluzioni ti godi il meritato riposo in largo anticipo!

C’è chi non vede l’ora di entrare in pensione, chi invece sa di dover ancora lavorare qualche annetto in più per portare a casa un gruzzoletto che possa far vivere quantomeno serenamente. A prescindere dalle ipotesi, la pensione rimane ad oggi tra gli argomenti più spinosi e discussi all’interno del nostro sistema governativo, specialmente per quanto riguarda il caro vita, ma soprattutto il versamento dei contributi. Tanti italiani a conti fatti hanno lavorato una vita intera con la speranza di portare a casa una pensione adeguata al tenore di vita attuale, con parecchie amare sorprese durante il calcolo definitivo.

Puoi andare in pensione a 64 anni con soli 30 di contributi: ecco come fare – entecra.it

Ecco perché l’età pensionistica si è decisamente allungata per provare a far salire un po’ l’assegno pensionistico mensile. Tuttavia esistono alcune soluzioni che ti permettono di entrare in pensione a 64 anni con soli 30 anni di contributi. Scopriamo come.

In pensione a 64 anni e con 30 di contributi: le due soluzioni statali migliori

Il sistema pensionistico italiano è cambiato radicalmente dal 1995, anno in cui entrò in vigore la riforma Dini: infatti coloro che avevano versato i contributi prima del 1° gennaio 1996 potevano rientrare nel cosiddetto sistema misto, quindi retributivo+contributivo, mentre chi versava dal 1996 in poi rientrava nel sistema contributivo puro. Con il trascorrere degli anni, sempre più persone sono rientrare quindi nel secondo sistema e arrivando a 64 anni di età possono scegliere tra due soluzioni per entrare già in pensione.

Prima soluzione: Ape Sociale

L’Ape Sociale non è una pensione vera e propria, ma un’indennità a carico dello Stato che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dell’età per la vecchiaia. Per il 2026, questa misura è riservata a chi ha compiuto almeno 63 anni e 5 mesi e si trova in condizioni di particolare difficoltà, come i disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali, i caregiver che assistono familiari con disabilità grave da almeno sei mesi o gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.

Prima soluzione: Ape Sociale – entecra.it

Il requisito contributivo richiesto è generalmente di 30 anni, anche se per chi ha svolto mansioni particolarmente gravose la soglia sale a 36 anni, con uno sconto previsto per le madri lavoratrici pari a un anno per ogni figlio fino a un massimo di due. L’importo erogato è calcolato sulla base della pensione maturata al momento della domanda, ma non può superare la soglia massima di 1.500 euro lordi mensili e non è soggetto a rivalutazione nel tempo.

Seconda soluzione: pensione anticipata contributiva

La seconda e ultima soluzione è invece la pensione anticipata contributiva, che rappresenta la via d’uscita dedicata esclusivamente a coloro che hanno iniziato a versare i contributi a partire dal 1° gennaio 1996, rientrando quindi interamente nel sistema di calcolo contributivo. Questa opzione permette di andare in pensione a 64 anni di età con un’anzianità contributiva minima di 20 anni di versamenti effettivi, ma è soggetta a un rigido vincolo economico legato all’importo dell’assegno maturato.

Per accedere al trattamento, infatti, la pensione calcolata deve essere pari ad almeno tre volte il valore dell’assegno sociale, soglia che si abbassa a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per chi ha due o più figli. È importante notare che, a differenza di altre misure, questo canale prevede una finestra mobile di tre mesi per la decorrenza del primo rateo e un tetto massimo all’importo erogabile fino al compimento dei 67 anni, fissato a cinque volte il trattamento minimo INPS.

Cesare Orecchio

Amante dell’arte, della cucina e della scrittura, inizio il mio percorso a soli 18 anni dopo essermi diplomato in Storia della Moda e tecniche della confezione, pubblicando la mia prima raccolta di poesie ‘Petali di vita’. Ho cambiato poi vita diventando cuoco professionista nella mia città natale Messina per poi abbracciare la scrittura a 360°.

Recent Posts

Case splendide in vendita a un euro: la regione si sta spopolando e corre ai ripari

In questa regione sono state messe in vendita delle case splendida a solo un euro,…

2 ore ago

I ladri utilizzano un nuovo metodo per entrare nelle nostre case: ecco come fanno ora

Adesso i ladri utilizzano un metodo tutto nuovo per entrare nelle case dei loro bersagli:…

14 ore ago

Tutti in fila alla LIDL: l’elettrodomestico Philips in super offerta sta per andare esaurito

Un gioiellino firmato Philips che sta creando file interminabili da LIDL: corri perché le scorte…

16 ore ago

Spese mediche: queste le puoi detrarre interamente dal 730

Esistono alcune spese mediche che in pochi conoscono e che possono essere detratte dal 730…

22 ore ago

I bagni delle case moderne sono completamenti diversi dai classici: molto più stile ed eleganza

Nelle case moderne nessuno più sta optando per le i bagni classici, ma in molti…

2 giorni ago

Pensioni, l’INPS ha commesso un errore: ad aprile dovrai restituire 1000 euro accreditati per errore

Brutta sorpresa nel cedolino di aprile: l'INPS richiede indietro somme erogate per errore. Scopri chi…

2 giorni ago